12 novembre 2009

Risotto di zucca con pecorino fresco e funghi "saltati"



In questo periodo il risotto di zucca è comparso spessissimo sulla nostra tavola.. Puro o abbinato ad altri ingredienti(formaggi, altre verdure, salsiccia ecc..) non annoia mai e fa sempre il suo figurone.

INGREDIENTI (per 2)
160 g di riso arborio
200 g di zucca
600 ml di brodo vegetale
40 g di pecorino toscano fresco
150 g di funghi champignon
20 g di burro
prezzemolo qb

PROCEDIMENTO
In una casseruola scaldare una noce di burro, aggiungere il riso e lasciare tostare. Unire la zucca tagliata a piccoli cubetti, in modo che durante la cottura alcuni restino interi ed altri si "sfaldino". Rosolare bene, quindi cominciare ad aggiungere il bodo poco per volta fino a quando il riso non sarà pronto. Nel frattempo pulire, affettare i funghi e saltarli in padella a fuoco vivo con il resto del burro.. Bastano pochi minuti.
Togliere il risotto dal fuoco e mantecare per 5 min con il pecorino a pezzetti. Servire il risotto nei piatti e distribuire i funghi in superficie

UN APPUNTO: Ho preferito evitare di aggiungere la cipolla nel soffritto e di sfumare il riso con il vino bianco, perchè il piatto è già abbastanza ricco di profumi e di sapori, quindi aggiungerne altri mi sembrava eccessivo.

09 novembre 2009

SPAGHETTI AI 2 POMODORI E GUANCIALE


Qualche tempo fa, mia suocera mi aveva parlato della possibilità di acquistare online frutta e verdura bio. All'inizio ero un po' scettica, come sempre quando si tratta di comprare "a scatola chiusa", ma quando la settimana scorsa ho assaggiato per la prima volta i prodotti di Giombattista Autore, non ho più avuto dubbi: i profumi e i sapori dell'orto mi hanno letteralmente conquistata... ero stufa delle verdure acerbe e insapori acquistate al supermercato! Questi prodotti sono biologici, convenienti e di ottima qualità.. Provare per credere. Per saperne di più date un'occhiata al sito: http://www.ortaggionline.it/ ... Dimenticavo: frutta e verdura si conservano perfettamente per diversi giorni anche fuori dal firgorifero, anzi: preferibilmente fuori dal frigorifero!

Da quest'azienda agricola arrivano, dunque, i pomodorini datterini e i pomodori secchi che ho utilizzato per questa velocissima e saporitissima ricetta.

INGREDIENTI (per 2)
160 g di spaghetti
una manciata di pomodorini datterini
4 pomodorini secchi tritati
60 g di guanciale
1 cucchiaio di olio
pepe qb

Scaldare l'olio in un pentolino e unire il guanciale tagliato a striscioline. Cuocere a fuoco moderato per qualche minuto, in modo che il guanciale rilasci un po' del suo grasso.. Infine alzare la fiamma per renderlo croccante. Unire al guanciale i pomodorini secchi e una parte dei datterini tagliati a pezzetti, lasciare soffriggere per un minuto.
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente e salata, scolarla e passarla nel condimento preparato... Aggiungere anche i pomodorini freschi tenuti da parte...
E' pronta!

06 novembre 2009

GNOCCHI DI ZUCCA IN CREMA DI FUNGHI


INGREDIENTI (per 4)
per gli gnocchi
350 g di patate
350 g di polpa di zucca
200 g di farina 00
1 uovo
per la crema di funghi
300 g di funghi champignon
1 spicchio d'aglio
100 ml di panna fresca
3 cucchiai di olio extra-vergine
prezzemolo qb
sale e pepe

INGREDIENTI
Lessare le patate e cuocere la zucca a pezzi nel forno a 180° per 35 min.
Nel frattempo pulire i funghi, tagliarli a pezzetti e metterli a rosolare in un tegame con l'olio e l'aglio schiacciato. Regolare di sale e di pepe, quindi aggingere il prezzemolo. Togliere l'aglio e passare al mixer i funghi, quindi versare di nuovo la crema nel tegame e unire la panna. Fare sobbollire e spegnere la fiamma (se fosse necessario, aggiungere un po' dilatte per ottenere una crema più morbida).
Passare allo schiacciapatate sia le patate che la zucca, quindi unire l'uovo, la farina e un pizzico di sale.
L'impasto risulterà abbastanza morbido, quindi per formare gli gnocchi sarà necessaro aiutarsi con un cucchiaino o con una sac à poche.
Cuocere gli gnocchi in acqua bollente e salata, scolarli non appena vengono a galla e servirli con la crema di funghi.

02 novembre 2009

GNOCCHI ALLA TRIESTINA


Che buoni questi gnocchi!!! Li ho mangiati per la prima volta un paio di anni fa, in Friuli, e me ne sono letteralmente innamorata... Hanno un sapore molto particolare che gioca su contrasti ben bilanciati.. Da rifare!!!

INGREDIENTI (PER 4)
800 g di patate
200 g di farina
1 uovo
sale e cannella qb
14 prugne secche (io ho scelto delle prugne secche morbide e succose)
70 g di burro
20 g di pangrattato
2 foglie di salvia

PROCEDIMENTO
Mettere a bagno le prugne in acqua per 15 min.
Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle. Unire l'uovo, la farina, un pizzicotto di sale e un pizzico di cannella in polvere.
L'impasto deve risultare abbastana sodo, per essere facilmente lavorabile.
Formare un lungo rotolo alto circa 3,5 cm, quindi ricavarne dei cilindretti larghi 3-4 cm.
Scolare e asciugare le prugne.
Spianare l'impasto di patate nelle mani, inserire una prugna (se sono molto grosse dividetele a metà) e richiudere formando una pallina.
Cuocere in abbondante acqua bollente salata.
Nel frattempo far imbiondire il burro in una casseruola con la salvia.
In una padella antiaderente tostare il pan grattato a fuoco alto per 5 min.
Scolare gli gnocchi non appena vengono a galla, spolverizzare con il pan grattato, e condire con il burro fuso.

24 ottobre 2009

BISTECCA ALLA FIORENTINA, QUELLA VERA.

PREMESSA: In questo post vorrei parlare della vera "Bistecca alla Fiorentina", perchè è un prodotto che non ha rivali e nessuna possibile imitazione. Questa bistecca ha delle peculiarità di razza, di taglio, di cottura e di condimento che la rendono unica. Cominciamo a parlare della provenienza, ed è facile: TOSCANA, nient'altro che TOSCANA. Due sono le razze di manzo da cui questa prelibatezza proviene: la "Chianina" e la "Maremmana", entrambe allevate in Toscana... le alternative non sono ammesse.
La bistecca alla fiorentina si ottiene dal taglio dalla lombata (la parte in corrispondenza alle vertebre lombari, la metà della schiena dalla parte della coda) del vitellone. Ha nel mezzo l'osso a forma di "T" – gli inglesi infatti la chiamano T-bone steak – con il filetto da una parte e il controfiletto dall'altra.

STORIA: La storia della bistecca alla fiorentina è antica almeno quanto la città da cui prende il nome e se ne perdono le tracce indietro nel tempo. Tuttavia la sua tradizione, la sua celebrità e il suo nome si possono far risalire alla celebrazione della festa di San Lorenzo e alla famiglia dei Medici. In occasione di San Lorenzo, il 10 agosto, la città si illuminava della luce di grandi falò, dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello che veniva poi distribuita alla popolazione. Firenze all'epoca dei Medici era un importante crocevia dove si potevano incontrare viaggiatori provenienti un po' da ogni parte del mondo e così si narra che proprio in occasione di un San Lorenzo fossero presenti alle celebrazioni alcuni cavalieri inglesi a cui venne offerta la carne arrostita sui fuochi. Questi la chiamarono nella loro lingua beef steak riferendosi al tipo di carne che stavano mangiando. Da qui una traduzione adattata alla lingua corrente creò la parola bistecca che è giunta fino ai giorni nostri. Una versione alternativa la fa risalire agli inglesi presenti a Firenze nell '800, che hanno lasciato notevoli tracce nella cucina toscana. Si trattava di persone facoltose, che potevano permettersi anche tagli di carne pregiata, come la beef steak, appunto, ma anche come il roast-beef, peraltro anch'esso presente nella cucina fiorentina.

PREPARAZIONE e COTTURA: Per un'ottima riuscita, la bistecca deve essere stata frollata diversi giorni dal momento della macellazione in luogo fresco, ma deve trovarsi a temperatura ambiente quando la si cucina. Deve essere un taglio di almeno 1-1,5 kg e alta almeno 5-6 cm. La bistecca non deve essere congelata in quanto la carne risulterebbe più dura. Andrebbe comprata al massimo 1-2 giorni prima, e conservata in frigorifero ben avvolta nella carta alimentare. Per scaldare la griglia si usa un'abbondante brace di carbone di legna, usando preferibilmente carbone di quercia, di leccio o di olivo. La brace deve essere ben viva, ma appena velata da un leggero strato di cenere, senza fiamma. Sono da evitare nel modo più assoluto piastre, griglie a gas, elettriche, con pietre laviche, etc. Messa sopra la carne senza condimento – operazione fondamentale per prevenirne l'indurimento – va girata una sola volta, cucinandola circa 3-5 minuti per parte. Va fatta poi cuocere "in piedi" dalla parte dell'osso finché non scompaiono da questo le tracce di sangue (la bistecca deve essere tanto spessa da stare in piedi da sola). Una buona cottura è il segreto di tutto il gusto di questo piatto: la carne deve risultare colorita all'esterno, ma rossa, morbida e succosa all'interno. La carne deve trovarsi all'inizio vicinissima ai carboni, cosicché si formi una crosta il più rapidamente possibile e il succo non fuoriesca, poi dopo il primo minuto deve essere alzata ad un fuoco più gentile. Accompagnamento tradizionale sono i fagioli cannellini all'olio, ma anche l'insalata. Non deve essere cosparsa di limone. Sulla tavola si sposa con un buon Chianti classico, o come dicono nel senese "con la ciccia si va a nnozze col Brunello".

CONCLUSIONE:
per essere sicuri di mangiarsi una "signora" fiorentina l'ideale sarebbe consumarla nella sua terra d'origine, dove l'ambiente stesso crea la giusta cornice per la degustazione di questo prodotto. Richiedere una bistecca alla Fiorentina al di fuori della Toscana, oltre ad essere costoso, rischia di rivelarsi una grande fregatura. Ci sono ristoranti che pretendono di far passare per fiorentina delle semplici costate di 500 g di peso, oltretutto per il modico prezzo di 5,00 € l'etto (per un prodotto che inevitabilmente ha subito dei trasporti e degli stoccaggi che lo rendono ben diverso da quello acquistato in loco)... Considerando che il prezzo di questa meraviglia si aggira sui 3,00/3,50 € l'etto, se consumata sul posto, direi che non si tratta davvero di un affare.
Concludo dicendo che la carne di qualità in Italia (in tutta Italia) è meravigliosa, e per godersela a pieno è sufficiente mangiarla nel posto da cui proviene rispettandone la tipicità.

(Fonti: Abitanti e ristoratori toscani, Wikipedia)